Nella mia attività ne vedo veramente di ogni.
Cercare Manager Assistant per varie società, nel corso degli ultimi 2/3 anni, mi ha fatto capire che veramente nessuno sa cosa fa o può fare questa figura professionale, con lo sgradito risultato che candidate e aziende restano profondamente deluse.
Un paio di esempi per tutte.
Selezione per una Assistente di Alta Direzione, direttore di pima linea, richiesta di laurea, esperienza di più di 10 anni nel ruolo e inglese, ma inquadramento da centralinista o poco più e retribuzione che, mi ha dichiarato la candidata, percepiva nel 2003.
Fortunatamente capo e assistente si sono piaciuti e lei decise di accettare, in quanto l'attività che le era stata proposta e la tipologia di azienda le interessavano molto.
Selezione per una Responsabile di Segreteria Generale, mega azienda multinazionale, dipendenza da una prima linea, quadro, stipendio considerevole, sembrava tuto perfetto.
Dopo qualche mese la candidata era profondamente delusa perchè la sua attività era limitata e limitante, non le era permessa nessuna inziativa personale, doveva chiedere il permesso al capo per fare qualunque cosa e passava la giornate a smistare la corrispondenza interna via mail.
Ma le aziende quando cercano un profilo, sanno quello che vogliono???
Sono connesse con la realtà del mondo del lavoro o pensano solo al loro budget, nel primo caso e al prestigio, del ruolo e non ai suoi contenuti, nel secondo?
Sanno che ci sono persone che amano il loro lavoro e che desiderano farlo bene ed essere messe nelle condizioni di farlo bene?
Essere inquadrate come centraliniste a più di 40 anni o essere una specie di lussoso ufficio postale virtuale, può andare bene a qualche ottusa e poco ambiziosa persona, ma posso assicurare che tra le Manager Assistant che ho selezionato, ce ne sono che conoscono il loro valore e le loro capacità.
Alla fine aziende, selezionatori interni e anche headhunter sono quanto di meno professionale c'è sul mercato, e possono fare danni rilevanti alla carriera di un candidato.
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domenica 22 gennaio 2012
martedì 12 luglio 2011
E dopo che sei marcita ben bene, ecco VCP
Ammetto che un minimo di aspettativa c'era.
Pongo se ne andava e magari il nuovo gerbillone sarebbe stato meglio.
Mai avere aspettative favorevoli, mi dicevo, e meno male!!
VCP (voglio comando e posso) e' un maleducato dittatore in miniatura, primo perche' e' un gerbillo e notoriamente non sono grossi animali e poi perche' governa una gabbietta di pseudo topolini.
VCP si e' presentato in modo aggressivo, sgradevole, imperativo e senza rispetto per nessuno degli altri gerbilli.
Ci ha radunati tutti in un angolo della gabbia e ci ha tenuto un concione su come e' bravo lui, splendido e fantastico e come noi, invece, siamo insignificanti, incapaci e sottosviluppati.
Ha gia' imposto il suo "stile" di comando, infrangendo una o forse piu' delle leggi dello stato gerbilliano e dichiarando con il suo comportamento, di essere superiore allo stesso stato e alle sue leggi.
Ha umiliato i suoi vice in comando assimilandoli a tutto il resto della popolazione.
Insomma, decisamente un ottimo inizio e una favolosa presentazione.
Vorrei far notare che l'ultimo VCP, di un certo rilievo, e' finito appeso in Piazzale Loreto e anche se il nostro e' di sicuro di spessore molto inferiore, i gerbilli, anche se non sono combattenti, di sicuro sono bravissimi a far affondare chiunque nelle sabbie mobili dell'ignavia e dell'indifferenza.
Pongo se ne andava e magari il nuovo gerbillone sarebbe stato meglio.
Mai avere aspettative favorevoli, mi dicevo, e meno male!!
VCP (voglio comando e posso) e' un maleducato dittatore in miniatura, primo perche' e' un gerbillo e notoriamente non sono grossi animali e poi perche' governa una gabbietta di pseudo topolini.
VCP si e' presentato in modo aggressivo, sgradevole, imperativo e senza rispetto per nessuno degli altri gerbilli.
Ci ha radunati tutti in un angolo della gabbia e ci ha tenuto un concione su come e' bravo lui, splendido e fantastico e come noi, invece, siamo insignificanti, incapaci e sottosviluppati.
Ha gia' imposto il suo "stile" di comando, infrangendo una o forse piu' delle leggi dello stato gerbilliano e dichiarando con il suo comportamento, di essere superiore allo stesso stato e alle sue leggi.
Ha umiliato i suoi vice in comando assimilandoli a tutto il resto della popolazione.
Insomma, decisamente un ottimo inizio e una favolosa presentazione.
Vorrei far notare che l'ultimo VCP, di un certo rilievo, e' finito appeso in Piazzale Loreto e anche se il nostro e' di sicuro di spessore molto inferiore, i gerbilli, anche se non sono combattenti, di sicuro sono bravissimi a far affondare chiunque nelle sabbie mobili dell'ignavia e dell'indifferenza.
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giovedì 4 novembre 2010
CAFFÈ E SUCCO D’ARANCIA
Da: Vita da Segretaria
Quando ho terminato l’università avevo tanti bei sogni e poi per varie ragioni tra cui la più rilevante era come arrivare alla fine del mese e pagare le bollette, mi sono trovata a fare la segretaria.
A quanto pare questa professione sembra essere l’unico sbocco per chi fa studi umanistici e non vuole insegnare.
Non che non mi piaccia il mio lavoro, anzi, quando hai un capo intelligente, è un gran bel lavoro con molte soddisfazioni e a volte un buon stipendio.
Il nocciolo della questione è proprio il capo… «Annalisa», rimbomba nella cornetta, come al solito AA (sarà un caso che i suoi genitori lo hanno chiamato Adolfo? erano dei nazistoni e intravedevano un futuro da dittatore per il figlio?), «mi porterebbe un caffè?... per favore?».
E notare che il per favore viene dopo una pausa, come se facesse una fatica titanica a sputare fuori queste due paroline.
«Certo dottor Amabile», rispondo, e via a fare uno dei 10/20 caffè che mi tocca fare ogni giorno.
Li ho contati e ho fatto una media, che ovviamente raggiunge picchi da bar del centro, quando ci sono le riunioni; non ho invece fatto i conti dei costi, perché tanto non pago io, ma deve essere un delirio.
Lui non lo vuole nel bicchierino di carta, mi ha mandato a comprare le tazzine di ceramica e i bicchieri di cristallo da Missaglia, e meno male che ho trovato l’outlet!!!, Perché «lo standing della nostra società è questo, capisce Annalisa?» e via soldi, tanto non sono suoi, e poi, visto che mi sono rifiutata di lavare i bicchieri e le tazze, ha magnanimamente acconsentito a comprare una minilavastoviglie, ma il forno a microonde per le impiegate ovviamente no, non è fine, così a noi tocca andare a mangiare fuori e spendere 15 euro al giorno.
Tornando a noi, il caffè è pronto e la tentazione molto forte: ci sputo o non ci sputo?
È un dilemma che mi affligge da quando lavoro qui, sarei propensa, ogni volta, a farlo.
Probabilmente avrei esaurito tutta la saliva, inoltre l’educazione di mamma mi trattiene sempre: la sento sussurrare, sii superiore… ma superiore a chi, a cosa, a un romanaccio cafone che biascica il sigaro, si taglia le unghie in ufficio e si fa pure la barba con il rasoio elettrico???
OK, anche per questa volta vince la mamma, ma prima o poi… argh!
È già ora di pranzo, ma forse ce la faccio a scappare prima che gli venga fame, ma dove è Raffaella? no, porcaputtana suona il telefono e vedo che è lui, mi tocca rispondere perché sono sola in ufficio e «non si deve mai lasciare la segreteria di direzione scoperta, lo capisce vero, Annalisa?».
Mi sento condizionata come il cane di Pavlov, ormai rispondo solo agli stimoli sensoriali, il drin, drin del telefono e ai condizionamenti mentali, “…lo capisce vero, Annalisa?” è un ritornello che mi rimbalza tra le pareti del cervello come una pallina impazzita del flipper.
«Dica dottor Amabile», rispondo con la mia migliore voce da 144 erotico, «mi faccia portare un panino al prosciutto cotto, senza salse e minchiate varie e un succo d’arancia…» (pausa) «per favore», ordina perentorio, e meno male che sotto l’ufficio c’è un bar.
Quando ho terminato l’università avevo tanti bei sogni e poi per varie ragioni tra cui la più rilevante era come arrivare alla fine del mese e pagare le bollette, mi sono trovata a fare la segretaria.
A quanto pare questa professione sembra essere l’unico sbocco per chi fa studi umanistici e non vuole insegnare.
Non che non mi piaccia il mio lavoro, anzi, quando hai un capo intelligente, è un gran bel lavoro con molte soddisfazioni e a volte un buon stipendio.
Il nocciolo della questione è proprio il capo… «Annalisa», rimbomba nella cornetta, come al solito AA (sarà un caso che i suoi genitori lo hanno chiamato Adolfo? erano dei nazistoni e intravedevano un futuro da dittatore per il figlio?), «mi porterebbe un caffè?... per favore?».
E notare che il per favore viene dopo una pausa, come se facesse una fatica titanica a sputare fuori queste due paroline.
«Certo dottor Amabile», rispondo, e via a fare uno dei 10/20 caffè che mi tocca fare ogni giorno.
Li ho contati e ho fatto una media, che ovviamente raggiunge picchi da bar del centro, quando ci sono le riunioni; non ho invece fatto i conti dei costi, perché tanto non pago io, ma deve essere un delirio.
Lui non lo vuole nel bicchierino di carta, mi ha mandato a comprare le tazzine di ceramica e i bicchieri di cristallo da Missaglia, e meno male che ho trovato l’outlet!!!, Perché «lo standing della nostra società è questo, capisce Annalisa?» e via soldi, tanto non sono suoi, e poi, visto che mi sono rifiutata di lavare i bicchieri e le tazze, ha magnanimamente acconsentito a comprare una minilavastoviglie, ma il forno a microonde per le impiegate ovviamente no, non è fine, così a noi tocca andare a mangiare fuori e spendere 15 euro al giorno.
Tornando a noi, il caffè è pronto e la tentazione molto forte: ci sputo o non ci sputo?
È un dilemma che mi affligge da quando lavoro qui, sarei propensa, ogni volta, a farlo.
Probabilmente avrei esaurito tutta la saliva, inoltre l’educazione di mamma mi trattiene sempre: la sento sussurrare, sii superiore… ma superiore a chi, a cosa, a un romanaccio cafone che biascica il sigaro, si taglia le unghie in ufficio e si fa pure la barba con il rasoio elettrico???
OK, anche per questa volta vince la mamma, ma prima o poi… argh!
È già ora di pranzo, ma forse ce la faccio a scappare prima che gli venga fame, ma dove è Raffaella? no, porcaputtana suona il telefono e vedo che è lui, mi tocca rispondere perché sono sola in ufficio e «non si deve mai lasciare la segreteria di direzione scoperta, lo capisce vero, Annalisa?».
Mi sento condizionata come il cane di Pavlov, ormai rispondo solo agli stimoli sensoriali, il drin, drin del telefono e ai condizionamenti mentali, “…lo capisce vero, Annalisa?” è un ritornello che mi rimbalza tra le pareti del cervello come una pallina impazzita del flipper.
«Dica dottor Amabile», rispondo con la mia migliore voce da 144 erotico, «mi faccia portare un panino al prosciutto cotto, senza salse e minchiate varie e un succo d’arancia…» (pausa) «per favore», ordina perentorio, e meno male che sotto l’ufficio c’è un bar.
mercoledì 3 novembre 2010
Abbiamo osato alzare la testa
Recentemente, non solo a me, ma anche ad un'altra amica, è successo di essere stata rimessa "al suo posto".
O almeno ci hanno tentato.
Ma quale è il nostro posto? e perchè, se ce ne allontaniamo, c'è sempre qualcuno che, in modi subdoli e striscianti, tenta di farci tornare dove eravamo?
A volte neanche tanto subdoli e striscianti, ma si tratta di vere e proprie minacce.
Abbiamo osato alzare la testa, abbiamo cominciato a portare avanti un discorso che potrebbe dare molto fastidio, perchè rivendichiamo un riconoscimento che fino ad ora ci è stato negato.
Abbiamo un progetto, ci incontriamo, ne parliamo, cerchiamo supporto.
Questo non va bene, disturba, forse fà addirittura paura, perchè se riuscissimo nel nostro intento e la nostra professione venisse riconosciuta a livello contrattuale, con un percorso di carriera e la conseguente evoluzione di inquadramento e salario, nessuno potrebbe più chiederci le cose assurde che siamo, a volte, obbligate a fare.
Su quale CCNL si potrebbe scrivere che una Assistente di Direzione deve servire i caffè alle riunioni? ritirare le camicie del capo in lavanderia? spolverare le mensole dell'ufficio o pulire il pavimento?
Chi vuole si diverta pure ad andare a comprare il regalo per la moglie del capo, ma da lì a essere considerata una specie di factotum, il passo è breve.
E che dire quando, dopo averti assunta e aver preteso la laurea, conoscenza di più lingue, ottimo utilizzo di tutti i mezzi informatici e questi sono soli i titoli quantificabili, perchè poi c'è l'esperienza, le capacità di problem solving e gestione di situazioni critiche e a dir poco complesse...
Che dire, quando ci si ritrova a fare la centralinista/portinaia/cameriera?
Siamo indignate per questo trattamento!
Vogliamo mettere la parola fine a questa ridicola situazione.
Vogliamo distinguere chi è una segretaria, e qui ci potete mettere tutto quello che volete, e chi è invece una Assistente di Direzione, con competenze manageriali, un serio bagaglio professionale e anni di esperienza.
O almeno ci hanno tentato.
Ma quale è il nostro posto? e perchè, se ce ne allontaniamo, c'è sempre qualcuno che, in modi subdoli e striscianti, tenta di farci tornare dove eravamo?
A volte neanche tanto subdoli e striscianti, ma si tratta di vere e proprie minacce.
Abbiamo osato alzare la testa, abbiamo cominciato a portare avanti un discorso che potrebbe dare molto fastidio, perchè rivendichiamo un riconoscimento che fino ad ora ci è stato negato.
Abbiamo un progetto, ci incontriamo, ne parliamo, cerchiamo supporto.
Questo non va bene, disturba, forse fà addirittura paura, perchè se riuscissimo nel nostro intento e la nostra professione venisse riconosciuta a livello contrattuale, con un percorso di carriera e la conseguente evoluzione di inquadramento e salario, nessuno potrebbe più chiederci le cose assurde che siamo, a volte, obbligate a fare.
Su quale CCNL si potrebbe scrivere che una Assistente di Direzione deve servire i caffè alle riunioni? ritirare le camicie del capo in lavanderia? spolverare le mensole dell'ufficio o pulire il pavimento?
Chi vuole si diverta pure ad andare a comprare il regalo per la moglie del capo, ma da lì a essere considerata una specie di factotum, il passo è breve.
E che dire quando, dopo averti assunta e aver preteso la laurea, conoscenza di più lingue, ottimo utilizzo di tutti i mezzi informatici e questi sono soli i titoli quantificabili, perchè poi c'è l'esperienza, le capacità di problem solving e gestione di situazioni critiche e a dir poco complesse...
Che dire, quando ci si ritrova a fare la centralinista/portinaia/cameriera?
Siamo indignate per questo trattamento!
Vogliamo mettere la parola fine a questa ridicola situazione.
Vogliamo distinguere chi è una segretaria, e qui ci potete mettere tutto quello che volete, e chi è invece una Assistente di Direzione, con competenze manageriali, un serio bagaglio professionale e anni di esperienza.
venerdì 1 ottobre 2010
Andiamo sempre peggio... siamo segretarie o Manager Assistant?
Navigando quà e là sono incappata in un portale che si presenta come rappresentativo per chi fa l'assistente di direzione...
Alla prima occhiata mi è sembrato un vero bazar di promozioni per andare in vacanza o alle terme.
Approfondendo e guardando meglio sono inorridita, perchè un link al blog di quella che dovrebbe essere la relatrice, mette come titolo ad una delle iniziative: è "La negoziazione per segretarie in tour".
Andiamo avanti così e cosa ci vedremo proporre? siamo a già alle coccole in altre offerte, cosa dovremo sopportare? ci invitano al salone nautico, ma hanno presente che una barca non ce la potremo mai permettere? e poi, con la crisi che c'è chi sono quei fornitori che ancora credono che le assistenti possano scegliere la regalistica di Natale? quest'anno ci andrà bene se potremo mandare i bilgietti di auguri dell'Unicef.
Mi sembra veramente un sito al limite del ridicolo, che ha l'aria di fare un bel servizio, suppongo pagato, ai fornitori, ma con ben poco contenuto per noi assistenti, amenochè uno non pensi che fare l'assistente equivale a fare il tour operator.
Quaeto dimostra come, chi gestisce il sito, non abbia mai fatto questo lavoro e neanche si sia mai interessato per scoprire cosa fa realmente, tutti i giorni, una assistente di direzione.
E poi, basta con il termine "segretaria", una che si fa chiamare così non lavora in una azienda modernamente organizzata, ma probabilmente si occupa di pagare le bollette, della tata dei bambini del datore di lavoro e di portare a spasso il cane.
Le assistenti di direzione fanno tutt'altro.
Alla prima occhiata mi è sembrato un vero bazar di promozioni per andare in vacanza o alle terme.
Approfondendo e guardando meglio sono inorridita, perchè un link al blog di quella che dovrebbe essere la relatrice, mette come titolo ad una delle iniziative: è "La negoziazione per segretarie in tour".
Andiamo avanti così e cosa ci vedremo proporre? siamo a già alle coccole in altre offerte, cosa dovremo sopportare? ci invitano al salone nautico, ma hanno presente che una barca non ce la potremo mai permettere? e poi, con la crisi che c'è chi sono quei fornitori che ancora credono che le assistenti possano scegliere la regalistica di Natale? quest'anno ci andrà bene se potremo mandare i bilgietti di auguri dell'Unicef.
Mi sembra veramente un sito al limite del ridicolo, che ha l'aria di fare un bel servizio, suppongo pagato, ai fornitori, ma con ben poco contenuto per noi assistenti, amenochè uno non pensi che fare l'assistente equivale a fare il tour operator.
Quaeto dimostra come, chi gestisce il sito, non abbia mai fatto questo lavoro e neanche si sia mai interessato per scoprire cosa fa realmente, tutti i giorni, una assistente di direzione.
E poi, basta con il termine "segretaria", una che si fa chiamare così non lavora in una azienda modernamente organizzata, ma probabilmente si occupa di pagare le bollette, della tata dei bambini del datore di lavoro e di portare a spasso il cane.
Le assistenti di direzione fanno tutt'altro.
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