Recentemente, non solo a me, ma anche ad un'altra amica, è successo di essere stata rimessa "al suo posto".
O almeno ci hanno tentato.
Ma quale è il nostro posto? e perchè, se ce ne allontaniamo, c'è sempre qualcuno che, in modi subdoli e striscianti, tenta di farci tornare dove eravamo?
A volte neanche tanto subdoli e striscianti, ma si tratta di vere e proprie minacce.
Abbiamo osato alzare la testa, abbiamo cominciato a portare avanti un discorso che potrebbe dare molto fastidio, perchè rivendichiamo un riconoscimento che fino ad ora ci è stato negato.
Abbiamo un progetto, ci incontriamo, ne parliamo, cerchiamo supporto.
Questo non va bene, disturba, forse fà addirittura paura, perchè se riuscissimo nel nostro intento e la nostra professione venisse riconosciuta a livello contrattuale, con un percorso di carriera e la conseguente evoluzione di inquadramento e salario, nessuno potrebbe più chiederci le cose assurde che siamo, a volte, obbligate a fare.
Su quale CCNL si potrebbe scrivere che una Assistente di Direzione deve servire i caffè alle riunioni? ritirare le camicie del capo in lavanderia? spolverare le mensole dell'ufficio o pulire il pavimento?
Chi vuole si diverta pure ad andare a comprare il regalo per la moglie del capo, ma da lì a essere considerata una specie di factotum, il passo è breve.
E che dire quando, dopo averti assunta e aver preteso la laurea, conoscenza di più lingue, ottimo utilizzo di tutti i mezzi informatici e questi sono soli i titoli quantificabili, perchè poi c'è l'esperienza, le capacità di problem solving e gestione di situazioni critiche e a dir poco complesse...
Che dire, quando ci si ritrova a fare la centralinista/portinaia/cameriera?
Siamo indignate per questo trattamento!
Vogliamo mettere la parola fine a questa ridicola situazione.
Vogliamo distinguere chi è una segretaria, e qui ci potete mettere tutto quello che volete, e chi è invece una Assistente di Direzione, con competenze manageriali, un serio bagaglio professionale e anni di esperienza.
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mercoledì 3 novembre 2010
martedì 2 novembre 2010
Se alziamo la testa diamo fastidio
Anche una cara amica si è permessa di alzare la testa ed è stata subito rimessa al suo posto.
Che siano stupide scuse inventante o minacce sottili, c'è sempre qualcuno che tenta di schiacciarci, non appena una di noi cerca di fare qualcosa.
Le scuse sono banalissime, dubitano del rendimento lavorativo, perchè sei impegnata su un altro fronte, oppure ti attaccano sul personale, se non hanno nessuna prova che tu non faccia bene il tuo lavoro.
Ma quale è il nostro posto?
Pare che sia in un angolo, in silenzio, sottomesse.
Io non ci sto.
E so di aver ragione, so che qualcuno ha paura di quello che stiamo facendo e tutto questo vuole dire che siamo sulla strada giusta.
Se ci limitassimo a "fare l'uncinetto" non cercherebbero di tagliarci il filo.
Che siano stupide scuse inventante o minacce sottili, c'è sempre qualcuno che tenta di schiacciarci, non appena una di noi cerca di fare qualcosa.
Le scuse sono banalissime, dubitano del rendimento lavorativo, perchè sei impegnata su un altro fronte, oppure ti attaccano sul personale, se non hanno nessuna prova che tu non faccia bene il tuo lavoro.
Ma quale è il nostro posto?
Pare che sia in un angolo, in silenzio, sottomesse.
Io non ci sto.
E so di aver ragione, so che qualcuno ha paura di quello che stiamo facendo e tutto questo vuole dire che siamo sulla strada giusta.
Se ci limitassimo a "fare l'uncinetto" non cercherebbero di tagliarci il filo.
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