Ho ricevuto questa mail dopo aver tenuto un intervento sulla leadeship femminile e nello specifico su come essere leader in situazioni difficili e in ruolo da "sottoposta" come quello della Manager Assistant:
Ciao M.....,
credimi se ti dico che mi è infinitamente dispiaciuto andare via prima della fine dell'intervento: il corso è
interessantissimo ma il TUO intervento è stato quello che mi ha più
colpita.
Io in realtà sono una mezza "intrusa": è un anno e mezzo che
faccio assistente di direzione e quindi non ho maturato esperienze decennali
come tutte voi. ...
Il punto è che non avevo mai pensato di arrivare a fare un lavoro come
questo: volevo lavorare nell'HR e non avevo mai contemplato altro. Poi è
arrivata questa proposta .. l'ho colta.. dopo una serie di assistenti mandate
via dopo un paio di settimane, hanno preso me, mi trovo bene con il "boss"
quindi ora eccomi qui.
I grandi contrasti sono tra la tipologia di occupazione e
il mio carattere: non sono fatta per sentirmi schioccare le dita e dire
"distribuisci il caffè" (esempio riportato da te!) e nemmeno per avere qualcuno
degli altri uffici che mi scrive " sono finiti i cucchiaini"... (qui in realtà
le relazioni più complesse sono quelle con i colleghi: personalmente penso che
l'amministratore sia caratterialmente difficile ma una gran persona dal punto di
vista relazionale; gli altri invece, al di la dei buoni o cattivi rapporti
percepiscono me e le mie colleghe proprio come qualcuno al loro
servizio..)
La scorsa volta la ragazza che ha fatto la testimonianza al
master alla domanda: come fai quando ti trovi davanti una cosa che non vuoi
fare, come la affronti? ha risposto che il nostro lavoro è una missione, che non
ambisce ad essere un manager ma un aiuto...e io mi sono detta.. mi sa che non ci
siamo...
Poi hai fatto l'intervento tu e che ci creda o no.. mi sono detta..
ecco è così che vorrei essere. Avere un'autorità, consapevolezza dell'importanza
del mio ruolo! Provare fastidio verso chi mi dà ordini come se fossi una
cameriera e non predere anche queste pochezza per parte del ruolo in quanto
missione! Se mi percepissi come una "missionaria" non durerei, ma se invece
potesse acquisire la consapevolezza che sono parte di un team, sarebbe
diverse.
Mi sono detta se assistente di direzione si può essere così allora
si, lo posso fare!
Tutta questa epopea per ringraziarti! Spero davvero di
incontrarti nuovamente....
Vorrei ricevere più mail come questa, anche perchè le altre 12 partecipanti non hanno neanche risposto alla mial mail in cui chiedevo loro un feed-back sull'intervento.
Persone come la ragazza che mi ha scritto mantengono viva la mia speranza che non sto buttando il mio tempo e che lottare perchè le donne e in particolare le assistenti, abbiano il riconoscimento loro dovuto, non è una guerra contro i mulini a vento.
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mercoledì 2 gennaio 2013
sabato 14 luglio 2012
La storia di CMC
La prima volta che l’ho incontrato a uno degli infiniti ed estenuanti
colloqui durante i quali mi mancava di illustrare le mie capacità
professionali solo alla signora delle pulizie, ma non ho mai avuto modo di
conoscere il mitico amministratore delegato, la prima volta, quindi, mi è
sembrato un uomo piacevole, forse un po’ troppo sicuro di essere bello e
simpatico – la bravura non è emersa né allora, né mai.
E’ stato allora che la mia curiosità si è risvegliata, perché nessuno vuole venire a lavorare qui?
In una occasione si era addirittura alzato per prendere il vassoio del
caffè dalle mani di una curiosissima segretaria che allungava il collo per
vedere chi ero.
Ho capito dopo che era tutta una recita e che il pantalone alla caviglia,
nuda, con piede infilato in mocassino di morbido camoscio, su cui mi era caduto
sbadatamente l’occhio, erano segnali importanti da non sottovalutare.
Solo dopo la fine del tour de force di ben 8 colloqui, e in virtù
del fatto che io ero stufa e gli avevo dato un ultimatum, ricevo il contratto di
assunzione e comincio a lavorare.
Ed è stato allora che ho scoperto da pettegolezzi interni, che il job
posting interno, durato mesi, non aveva dato frutti e, nonostante
inquadramento e stipendio proposti fossero davvero considerevoli, nessuna aveva
voluto accettare il ruolo, e che quando ero stata contattata la prima volta,
erano già 6 mesi che cercavano anche fuori – con metodi piuttosto artigianali,
come molte altre cose fatte lì dentro da persone che sono dei totali
incompetenti – e nessuna era stata considerata adatta.
E’ stato allora che la mia curiosità si è risvegliata, perché nessuno vuole venire a lavorare qui?
Risposta: perché i gay sono i migliori amici delle donne, ma è meglio non
lavorarci insieme.
Una cara amica mi ha detto che sono dei veri bastardi perché vedono le
donne intorno a loro e vedono quello che non potranno mai essere.
Teoria che è condivisibile.
CMC è peggio di un gay, è bisex, praticamente un voltagabbana che fino a
pochi anni prima era fidanzato con una gran bella donna, è sicuramente un
esteta, e poi, come si suol dire, ha colto un’occasione, e si è piegato a 90
gradi, con alterne incursioni nell’antico territorio di caccia, perché il lupo
perde il pelo ma non il vizio.
Non sono una bigotta né omofoba, ma scoprire, durante simpatiche
chiacchierate con le colleghe, che CMC è arrivato in quel ruolo di rilievo in
quel modo, mi ha fatto incazzare.
Si dice che le donne devono fare il doppio della fatica per arrivare a
ruoli manageriali, studiano di più, si impegnano di più e fanno molti più
sacrifici, molte, arrivate a i vertici, vengono insultate e accusate di
lavoretti sotto la scrivania del capo per ottenere corsie preferenziali e adesso
ci troviamo anche a dover concorrere sullo stesso territorio con i gay???
Almeno prima la troiaggine era tutta nostra, adesso abbiamo anche la
concorrenza!
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sabato 10 dicembre 2011
E via, le foglie alla fine volano...
Ho lasciato VCP.
Le foglie o marciscono, oppure volano via.
Io sono di quelle che volano via.
Dato che nella gabbia dei gerbilli, il mio posticino e' stato preso da altri, ho preferito lascare la comoda cuccia e uscire fuori.
Ho sempre pensato che e' meglio rischiare che morire, oltretutto morire marciti fa abbastanza schifo e puzza un bel po'.
Quindi eccomi di nuovo in gioco, in una nuova gabbia, dove sono entrata da poco, ma gia' mi rendo conto che invece che con gerbilli ho a che fare con galline isteriche.
Nella mia vecchia gabbia tutto mi era familiare, le dinamiche sempre le stesse e riuscivo a tenere tutto sotto controllo.
Ora sono daccapo e sta volta devo cercare di capire come controllare l'esubero di ormoni e progesterone.
L'introduzione di una grossa quota di testosterone sarebbe l'ideale, ma sembra che su questo mercato ce ne sia pochissimo.
Tornando ai gerbilli, saltuariamente ricevo notizie terrificanti, regna il terrore e molti sono stati cacciati, senza trovar loro un'altra gabbia, o se ne sono andati per la disperazione e vagano raminghi.
VCP, dalla sua torre di comando, arroccato sul suo trono di cristallo, in mezzo a posacenere pieni di mozziconi di sigarette, ha completamente distrutto il tessuto di relazioni e supporto che si era creato e ora vige la legge del "mors tua, vita mea".
Nonostante tutto, io mi ci trovavo bene, coi gerbilli, di sicuro meglio che con le galline isteriche, pero' probabilmente facevo cosi' tanta paura a VCP, che prima o poi mi avrebbe fatto assassinare.
La sua "mano longa", l"Essere Triste" di nome e di fatto, mi aveva gia' minacciata, in passato, e ora, senza piu' Pongo a proteggermi, avrebbero avuto la strada spianata.
D'altra parte io non sono uno personaggio che sta zitto, lascio sempre un segno e, come mi disse l'Essere Triste, mi faccio notare, non sono subumano come vengono giudicati gli altri gerbilli, sono di una scomodita' pazzesca perche' penso.
Le foglie o marciscono, oppure volano via.
Io sono di quelle che volano via.
Dato che nella gabbia dei gerbilli, il mio posticino e' stato preso da altri, ho preferito lascare la comoda cuccia e uscire fuori.
Ho sempre pensato che e' meglio rischiare che morire, oltretutto morire marciti fa abbastanza schifo e puzza un bel po'.
Quindi eccomi di nuovo in gioco, in una nuova gabbia, dove sono entrata da poco, ma gia' mi rendo conto che invece che con gerbilli ho a che fare con galline isteriche.
Nella mia vecchia gabbia tutto mi era familiare, le dinamiche sempre le stesse e riuscivo a tenere tutto sotto controllo.
Ora sono daccapo e sta volta devo cercare di capire come controllare l'esubero di ormoni e progesterone.
L'introduzione di una grossa quota di testosterone sarebbe l'ideale, ma sembra che su questo mercato ce ne sia pochissimo.
Tornando ai gerbilli, saltuariamente ricevo notizie terrificanti, regna il terrore e molti sono stati cacciati, senza trovar loro un'altra gabbia, o se ne sono andati per la disperazione e vagano raminghi.
VCP, dalla sua torre di comando, arroccato sul suo trono di cristallo, in mezzo a posacenere pieni di mozziconi di sigarette, ha completamente distrutto il tessuto di relazioni e supporto che si era creato e ora vige la legge del "mors tua, vita mea".
Nonostante tutto, io mi ci trovavo bene, coi gerbilli, di sicuro meglio che con le galline isteriche, pero' probabilmente facevo cosi' tanta paura a VCP, che prima o poi mi avrebbe fatto assassinare.
La sua "mano longa", l"Essere Triste" di nome e di fatto, mi aveva gia' minacciata, in passato, e ora, senza piu' Pongo a proteggermi, avrebbero avuto la strada spianata.
D'altra parte io non sono uno personaggio che sta zitto, lascio sempre un segno e, come mi disse l'Essere Triste, mi faccio notare, non sono subumano come vengono giudicati gli altri gerbilli, sono di una scomodita' pazzesca perche' penso.
martedì 12 luglio 2011
E dopo che sei marcita ben bene, ecco VCP
Ammetto che un minimo di aspettativa c'era.
Pongo se ne andava e magari il nuovo gerbillone sarebbe stato meglio.
Mai avere aspettative favorevoli, mi dicevo, e meno male!!
VCP (voglio comando e posso) e' un maleducato dittatore in miniatura, primo perche' e' un gerbillo e notoriamente non sono grossi animali e poi perche' governa una gabbietta di pseudo topolini.
VCP si e' presentato in modo aggressivo, sgradevole, imperativo e senza rispetto per nessuno degli altri gerbilli.
Ci ha radunati tutti in un angolo della gabbia e ci ha tenuto un concione su come e' bravo lui, splendido e fantastico e come noi, invece, siamo insignificanti, incapaci e sottosviluppati.
Ha gia' imposto il suo "stile" di comando, infrangendo una o forse piu' delle leggi dello stato gerbilliano e dichiarando con il suo comportamento, di essere superiore allo stesso stato e alle sue leggi.
Ha umiliato i suoi vice in comando assimilandoli a tutto il resto della popolazione.
Insomma, decisamente un ottimo inizio e una favolosa presentazione.
Vorrei far notare che l'ultimo VCP, di un certo rilievo, e' finito appeso in Piazzale Loreto e anche se il nostro e' di sicuro di spessore molto inferiore, i gerbilli, anche se non sono combattenti, di sicuro sono bravissimi a far affondare chiunque nelle sabbie mobili dell'ignavia e dell'indifferenza.
Pongo se ne andava e magari il nuovo gerbillone sarebbe stato meglio.
Mai avere aspettative favorevoli, mi dicevo, e meno male!!
VCP (voglio comando e posso) e' un maleducato dittatore in miniatura, primo perche' e' un gerbillo e notoriamente non sono grossi animali e poi perche' governa una gabbietta di pseudo topolini.
VCP si e' presentato in modo aggressivo, sgradevole, imperativo e senza rispetto per nessuno degli altri gerbilli.
Ci ha radunati tutti in un angolo della gabbia e ci ha tenuto un concione su come e' bravo lui, splendido e fantastico e come noi, invece, siamo insignificanti, incapaci e sottosviluppati.
Ha gia' imposto il suo "stile" di comando, infrangendo una o forse piu' delle leggi dello stato gerbilliano e dichiarando con il suo comportamento, di essere superiore allo stesso stato e alle sue leggi.
Ha umiliato i suoi vice in comando assimilandoli a tutto il resto della popolazione.
Insomma, decisamente un ottimo inizio e una favolosa presentazione.
Vorrei far notare che l'ultimo VCP, di un certo rilievo, e' finito appeso in Piazzale Loreto e anche se il nostro e' di sicuro di spessore molto inferiore, i gerbilli, anche se non sono combattenti, di sicuro sono bravissimi a far affondare chiunque nelle sabbie mobili dell'ignavia e dell'indifferenza.
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giovedì 16 settembre 2010
I capi, ma sono tutti così?
GLI ULTIMI 2
Gli ultimi due capi non meritano neanche un paragrafo per ciascuno, dato che sono durati circa un paio di mesi ciascuno…
Il Presidentone… dopo che ci avrò scambiato si e no due parole in tre mesi, probabilmente non ha apprezzato il mio modo di disporre la bottiglia d’acqua, rigorosamente naturale a temperatura ambiente, e le riviste sul piano di cristallo, che è la sua scrivania, e mi ha fatta licenziare.
Non l’ha fatto lui di persona, ma le palle non le ha più nessuno??? E la scusa addotta è stata una totale mancanza di feeling, terminologia inglese che equivale a dire che gli stavo sulle sopracitate, dato che non ero disposta a temerlo e a tremare in sua presenza, come fanno tutti gli altri dipendenti.
Ma, dico io, come si fa a temere uno che a 67 anni suonati va ancora a lezione d’inglese ed è presidente della stessa società multinazionale dell’editoria da 25 anni? Ne deduco che sono 25 anni che prende lezioni senza profitto….
L’urlatore, invece, è afflitto da egomania: incapace di resistere nel mondo della politica, perché assolutamente mancante di diplomazia e tatto, ha ripiegato su una carriera con meno esposizione mediatica, fatto che gli deve aver lasciato un po’ di amaro in bocca, perché si deve accontentare di un pubblico ridotto rispetto al Parlamento.
Nonostante la disfatta, la sua eloquenza, che scade sempre nel turpiloquio, non ne ha sofferto: riunioni di ore in cui lui si ascolta dire e ripetere cose dette altre migliaia di volte non scalfiscono minimamente il suo aplomb, e, mentre tutti gli uditori in ascolto, zerbinati in adorazione, lo venerano, la sottoscritta, che non aveva ancora fatto il botox per bloccare la mimica facciale, doveva esprimere tutto il suo disappunto e la noia mortale.
Il risultato è chiaro, all’ennesimo ululato senza ragione, ho rassegnato, di nuovo, le mie dimissioni.
Ho voluto mettere questo racconto, perchè ho appena saputo che il Presidentone è di nuovo alla ricerca.
La sua assistente, presa al mio posto, è campata circa 2 anni e mezzo e ora la vuole fare fuori.
Dovrà trovarle un altra posizione nella società, oppure riempirla di soldi per cacciarla
Io sono stata meno fortunata, perchè mi ha cacciata in periodo di prova.
Certe persone dovrebbero essere eliminate con una latta di benzina e un fiammifero.
Semplice ed economico.
Gli ultimi due capi non meritano neanche un paragrafo per ciascuno, dato che sono durati circa un paio di mesi ciascuno…
Il Presidentone… dopo che ci avrò scambiato si e no due parole in tre mesi, probabilmente non ha apprezzato il mio modo di disporre la bottiglia d’acqua, rigorosamente naturale a temperatura ambiente, e le riviste sul piano di cristallo, che è la sua scrivania, e mi ha fatta licenziare.
Non l’ha fatto lui di persona, ma le palle non le ha più nessuno??? E la scusa addotta è stata una totale mancanza di feeling, terminologia inglese che equivale a dire che gli stavo sulle sopracitate, dato che non ero disposta a temerlo e a tremare in sua presenza, come fanno tutti gli altri dipendenti.
Ma, dico io, come si fa a temere uno che a 67 anni suonati va ancora a lezione d’inglese ed è presidente della stessa società multinazionale dell’editoria da 25 anni? Ne deduco che sono 25 anni che prende lezioni senza profitto….
L’urlatore, invece, è afflitto da egomania: incapace di resistere nel mondo della politica, perché assolutamente mancante di diplomazia e tatto, ha ripiegato su una carriera con meno esposizione mediatica, fatto che gli deve aver lasciato un po’ di amaro in bocca, perché si deve accontentare di un pubblico ridotto rispetto al Parlamento.
Nonostante la disfatta, la sua eloquenza, che scade sempre nel turpiloquio, non ne ha sofferto: riunioni di ore in cui lui si ascolta dire e ripetere cose dette altre migliaia di volte non scalfiscono minimamente il suo aplomb, e, mentre tutti gli uditori in ascolto, zerbinati in adorazione, lo venerano, la sottoscritta, che non aveva ancora fatto il botox per bloccare la mimica facciale, doveva esprimere tutto il suo disappunto e la noia mortale.
Il risultato è chiaro, all’ennesimo ululato senza ragione, ho rassegnato, di nuovo, le mie dimissioni.
Ho voluto mettere questo racconto, perchè ho appena saputo che il Presidentone è di nuovo alla ricerca.
La sua assistente, presa al mio posto, è campata circa 2 anni e mezzo e ora la vuole fare fuori.
Dovrà trovarle un altra posizione nella società, oppure riempirla di soldi per cacciarla
Io sono stata meno fortunata, perchè mi ha cacciata in periodo di prova.
Certe persone dovrebbero essere eliminate con una latta di benzina e un fiammifero.
Semplice ed economico.
martedì 3 agosto 2010
Avete presente i gerbilli?
Non so se avete idea di che cosa è un gerbillo, ecco cosa dice Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Gerbillinae
Io vivo 10 ore della mia vita in una colonia di gerbilli domestici.
Questi piccoli animaletti, quando vivono in cattività, sono tenuti in gabbia e hanno una bella ruota su cui correre, una vaschetta di acqua e qualcuno che li nutre.
Il mio ufficio è paragonabile a quella gabbia e i miei colleghi sono i gerbilli, Pongo è il re dei gerbilli.
I piccoli animaletti non sono particolarmente intelligenti, sennò non correrrebbero come scemi in una ruota.
Di solito si mettono in attività, con molta calma, verso le 9.30 e mettersi in attività vuol dire fare colazione, poi ruminando i resti della colazione, fanno finta di essere indaffaratissimi.
Non è che ci sia molto da fare nella gabbia, quindi si devono inventare qualcosa per giustificare la loro esistenze e i loro immeritati stipendi.
Il risultato è che sembrano assolutamente pazzi e indiavolati, perchè cominciano a correre su è giù per la gabbia, i più piccoli cercando di attirare l'attenzione dei più grossi, per guadagnarne il favore.
Se poi Pongo passa tra loro, invece che stare nella parte alta della gabbia, l'isterismo raggiunge l'apoteosi e a volte sono anche riusciti a far staccare la ruota dal perno e a farla rotolare per tutta la gabbia, pur di mettersi in mostra.
Un giorno ho visto una scena esilarante.
E'stata introdotta una femmina piacente, perchè le gerbille, che già ci sono, sono un pò scarsette, dal punto di vista estetico.
Frenesia totale, isteria collettiva e un carico di testosterone devastante!
Insomma un vero e proprio pandemonio, e in mezzo a tutto il caos, Pongo, che non capiva cosa stesse succedendo, si ergeva, solitario, guardandosi intorno con lo sguardo terrorizzato.
Io vivo 10 ore della mia vita in una colonia di gerbilli domestici.
Questi piccoli animaletti, quando vivono in cattività, sono tenuti in gabbia e hanno una bella ruota su cui correre, una vaschetta di acqua e qualcuno che li nutre.
Il mio ufficio è paragonabile a quella gabbia e i miei colleghi sono i gerbilli, Pongo è il re dei gerbilli.
I piccoli animaletti non sono particolarmente intelligenti, sennò non correrrebbero come scemi in una ruota.
Di solito si mettono in attività, con molta calma, verso le 9.30 e mettersi in attività vuol dire fare colazione, poi ruminando i resti della colazione, fanno finta di essere indaffaratissimi.
Non è che ci sia molto da fare nella gabbia, quindi si devono inventare qualcosa per giustificare la loro esistenze e i loro immeritati stipendi.
Il risultato è che sembrano assolutamente pazzi e indiavolati, perchè cominciano a correre su è giù per la gabbia, i più piccoli cercando di attirare l'attenzione dei più grossi, per guadagnarne il favore.
Se poi Pongo passa tra loro, invece che stare nella parte alta della gabbia, l'isterismo raggiunge l'apoteosi e a volte sono anche riusciti a far staccare la ruota dal perno e a farla rotolare per tutta la gabbia, pur di mettersi in mostra.
Un giorno ho visto una scena esilarante.
E'stata introdotta una femmina piacente, perchè le gerbille, che già ci sono, sono un pò scarsette, dal punto di vista estetico.
Frenesia totale, isteria collettiva e un carico di testosterone devastante!
Insomma un vero e proprio pandemonio, e in mezzo a tutto il caos, Pongo, che non capiva cosa stesse succedendo, si ergeva, solitario, guardandosi intorno con lo sguardo terrorizzato.
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