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venerdì 2 novembre 2012

Chi pensa di essere un’assistente di direzione, nella maggior parte dei casi, è semplicemente una segretaria o ancora meno, un’impiegata.

Purtroppo...

E sì, purtroppo i miei sospetti si stanno avverando.

Chi pensa di essere un’assistente di direzione, nella maggior parte dei casi, è semplicemente una segretaria o ancora meno, un’impiegata.

Siamo come al solito una popolazione di farlocchi, di “lei non sa chi sono io”, di millantatori.

E a quanto pare le donne non sono da meno.

Come è possibile ricevere dei cv assolutamente fuori target rispetto all’annuncio pubblicato?

Se sono richieste specifiche competenze, chi è quella cretina che risponde pur non avendone neanche una?

Purtroppo sono tante.

Se si chiede esperienza come assistente di direzione e si ricevono cv di impiegatucce, cosa significa?

Facendo un esame estremamente rigoroso, mi viene da pensare che nell’accezione comune, l’assistente di direzione non è altro che un’impiegatuccia che si dà un tono con un titolo ridondante.

Nella mia accezione è tutt’altro.

Ma come fare a far cambiare il comune pensiero?

Gli stessi datori di lavoro non sanno cosa vogliono e se prima si accontentavano della ragioniera che gli faceva anche le commissioni in banca e in posta, ora sono diventati arditi e voglio che la loro assistente sia “skillata” – e qui apro una parentesi per chiarire che forse entrambe le categorie, impiegate e datori di lavoro, dovrebbero seguire un corso di inglese!!!!

Poi non importa se le skill richieste non verranno mai usate, sono una discriminante che riduce di molto le possibilità alle impiegatucce di cambiare lavoro e che umilia e rende infelice chi, invece, le skill richieste le ha e si trova a lavorare nel solito ambiente padronale, ignorante e meschino che è tipico della realtà italiana.

Per fortuna non può durare in eterno.

Certamente io sarò belle che morta quando il cambiamento sarà compiuto, ma di certo mi sto cominciando a godere il bagno di sangue.

Abbiamo tanto osannato la globalizzazione? certo, ma senza neanche sapere che avrebbe avuto conseguenze drammatiche sul nostro giurassico sistema-paese.

Il resto del mondo è avanti anni luce e noi, nonostante abbiamo sotto gli occhi il mondo reale, perché l’accesso a Internet, vivaddio, almeno quello lo abbiamo, facciamo finta di niente e continuiamo imperterriti sulla strada dell’autodistruzione.

Ho fatto colloqui con assistenti di direzione che dopo 10/15 anni nella stessa azienda sono state licenziate, causa crisi.

Una crisi spesso reale, ma spesso usata come scusa anche da chi non ha problemi veri, per licenziare i rami secchi.

Le assistenti/segretarie italiane sono rami secchi, perché se va bene, sono laureate, sennò diplomate, ma la cosa agghiacciante è che dall’ultimo titolo di studio di 15/20 anni fa ad oggi non si sono mai più preoccupate di aggiornarsi, di imparare qualcosa di nuovo, di tenere accesso il cervello.

Sono morte in piedi e non lo sanno.

E quindi le aziende se ne liberano appena possono.

E quindi le vedi arrivare al colloquio, alcune depresse e infinitamente tristi, sembrano portare sulle spalle tutte le disgrazie del mondo, altre isteriche e stressatissime, aggressive e piene di desiderio di rivalsa per il trattamento subito.

Impossibili da reinserire in qualsiasi realtà aziendale.

Allora vi domando: è stato bello stare sedute sulle vostre chiappe per 15/20 anni, facendo il minimo sindacale, spacciandovi per assistenti quando non lo siete neanche lontanamente, senza preoccuparvi del futuro, certe che lo stato avrebbe pensato a darvi una serena vecchiaia e una bella immeritata pensione???

Siete soddisfatte di voi e dei risultati che avete conseguito?

Probabilmente non siete state neanche delle buone madri, perché avete passato ore e ore in ufficio a fare le portinaie di lusso, facendo finta di essere indispensabili, senza mai ammettere che siete un vero fallimento professionale e i vostri figli erano a casa in attesa di una madre che si sentiva obbligata a fare ore di straordinario per dimostrare la sua utilità in azienda.

Con questo comportamento idiota e irresponsabile avete rovinato l’immagine della categoria.

Avete impedito a chi lo voleva, perché in grado di fare bene il suo lavoro in otto ore, di andarsene a casa a un’ora decente, pena la marchiatura a fuoco come fancazzista.

Ora ne pagate lo scotto e vi sta bene.

Siete inutili, obsolete e ignoranti.


Come tuto il resto del paese.

sabato 23 giugno 2012

La foglia è malamente atterrata

Eh sì, purtroppo la scelta di volare via non è stata una brillante idea.
Alla fine non sono marcita, ma sono atterrata malamente, di faccia con un sonoro tonfo.

Non so cosa sia peggio, se rimanere e morire piano piano, oppure spiccare il volo e vedersi le ali tagliate di botto con il conseguente tonfo.

Mi è comunque toccata la seconda opzione e devo dire che, se da una parte sono sollevata, perchè non ne potevo più dall'altra so che sarà molto più difficile delle altre volte trovare un lavoro.

Anche perchè la mia tolleranza alle cazzate ha raggiunto il livello di guardia.

Colloquio per office manager: dopo 4 interviste, la prima con il selezionatore, la seconda con l'attuale office manager, tutto in inglese, perchè la società è straniera, la terza con il ragioniere commercialista esterno, che cura la contabilità, arrivo alla quarta, certa che andrà tutto bene, perchè mi hanno fatto un sacco di complimenti e mi trovo a parlare con un elemento che mi è familiare: la famosa testa di cazzo, ovvero il direttore creativo.

Ho già avuto a che fare con un simile personaggio in passato, sono quelle donne, straniere, senza nessun titolo di studio, nessuna specializazzione, ma tante conoscenze e contatti, fatti non si sa come o forse sì, che gravitano negli ambienti della moda e similari e danno consigli.

Premetto che io sono snob, molto snob.

Non concepisco che nessuna americana o anglosassone, venga a dettare legge sulla moda in Italia.
Mi sono incazzata come una iena con Anna Wintur quando ha ridotto i giorni della settimana della moda, perchè lei non voleva sprecare più di 3/4 giorni a Milano.

E tutti come pecore a dire si.

Mi hanno fatto pena quando, durante l'ultima sfilata erano tutti terrorizzati all'idea di una sua visita in showroom e hanno decretato la zona off-limits a tutti perchè lei veniva in visita alla collezione.

Ma chi è??? probabilmente i suio antenati erano galeotti scesi dalla Mayflower, si galeotti, non padri pellegrini, ma quelli che ladri e puttane, noi in Europa non sapevamo dove mettere e così li mandavamo lontano, lontano, nelle colonie, sperando che crepassero là.

L'erba grama non muore mai, e si è visto che torna.

Tornano da noi dettando legge su cose come la cultura, la moda, l'arte.

Con che diritto? quando la maggior parte degli abitanti del loro paese non sa neanche dov'è l'Europa e i loro soldati vanno in guerra in Iraq pensando, se va bene, che sia da qualche parte al di là dell'oceano (senza individuare neanche quale oceano).

Per inciso, solo il 5% degli americani ha il passaporto.

Comunque tornando alla mia intervista, dopo un'ora di colloquio in inglese, di cui sono molto fiera, salta fuori che lei pensa che il ruolo sia da assegnare a una persona "of figures" ovvero penso io, a un contabile.

Ma poi te la vedi la laureata in economia e commercio che si occupa del lavandino turato o che serve acqua e caffè agli ospiti, te compresa (che non sei un ospite)?

Ma evidentemente il direttore creativo ha il potere di decidere.

Colloquio per Assistente di Alta Direzione: non vedo il selezionatore, che, dice, si fida del parere del suo collega che gli ha parlato molto bene di me.
Mi manda direttamente in azienda e incontro il Direttore del personale, persona squisita.
Gli piace la mia esperienza, gli piace che abbia una preparazione a tutto tondo, insomma sembra che apprezzi tutta la fatica che ho fatto per diventare quello che sono.

Dopo 15 giorni mi fissano l'incontro con lui, il mega padrone.

Sala riunioni modernissima, come il resto degli uffici, tavolone di cristallo e ci schieriamo, io da una parte, loro due dall'altra.

Lui spara per primo, dicendo che abbiamo solo 30 minuti.

Penso che, visto che dovremo lavorare insieme almeno 10 ore al giorno, se il colloquio va a buon fine, sarebbe meglio che mi dedicasse più di mezz'ora, ma non dico nulla.

Lui procede, parlando dell'azienda, cose già dette dal Direttore del personale, ma dato che l'ha fatta lui, lasciamogli il piacere di fare una bella ruota da pavone.

Io preferirei che parlassiomo di csa dovrei fare e di come lo dovrei fare.

A un certo punto squilla il suo cellulare.

Opzioni possibili:
1) non rispondere, ma lo ritengo altamente improbabile, avrebbe lasciato il telefono a una delle altre due assistenti
2) rispondere e dire velocemente alla persona che la richiama a breve
3) rispondere e, scusandosi, andare fuori a parlare

L'opzione 4, scelta dal cafone, è rispondere e stare, 7 minuti di orologio, al telefono con il suo architetto discutendo della valorizzazione della via dove abita, qualora lui ristrutturi la facciata di casa sua.

Fisso insistentemente il posacenere di cristallo al centro del tavolo.
Diventa la mia àncora, nella speranza che non mi si legga in faccia il disappunto e che le ultime iniezioni di botox blocchino bene la mia mimica facciale.

Sbircio il Direttore del personale e vedo che fissa la cartelletta nera cha ha appoggiato sul tavolo.

Alla fine della telefonata continuamo, come se niente fosse: un po' riesco a parlare anche io, finch'è se ne esce fuori con la frase: sicuramente lei ha visto l'insegna dei nostri depositi sulla tangenziale?

La mia reazione in quel momento sarebbe di dirgli: scusi, ma secondo lei, io in tangenziale conto i cartelli dei depositi? inoltre se la sua azienda fosse un marchio conosciuto della moda, una multinazionale della belllezza, al limite, una società di selezione, comincerebbe a sembrare una domanda con un minimo di senso, ma la sua azienda fa bulloni e viti!!

Rispondo "mitemente" da brava pecora, che non passo mai da quella tangenziale.

E così si conclude il colloquio.








lunedì 11 ottobre 2010

Pasqualina, la pupa e il secchione

Mi è capitato per caso di guardare le Invasioni barbariche.
In genere non guardo la TV, dato che, salvo in alcuni casi, le trasmissioni sono vere schifezze, ma trovo simpatica la conduttrice, Daria Bignardi, e, visto che non c'era altro, per una volta non ho spento il ferale elettrodomestico.

Ci sono stati ospiti illustri come Feltri e la meno illustre Tatangelo, ma la mia attenzione si è focalizzata su Pasqualina.

Pasqualina è una delle pupe dello show "La pupa e il secchione", è una bella ragazza di 19 anni, semi-svestita, che dichiara di esersi presentata così, perchè ormai sa quello che il pubblico vuole, che ha un diploma in psicopedagogia preso a pieni voti, che si ritiene una ragazza onesta e acqua e sapone e che, da grande, vuole fare l'attrice, motivo questo che l'ha spinta a fare la trasmissione di Bonolis, in modo da ottenere notorietà e di conseguneza i soldi che le servono per studiare proprio per diventare attrice, dato che la sua famiglia non è benestante.

La mamma, presente, nonostante sembri sostenere la figlia, tra i denti confessa che quando ha visto la figlia, nuda e scema, in TV per 3 mesi ha avuto mal di stomaco e ha dovuto prendere delle pastiglie.

In pratica la cara Pasqualina ha fatto venire l'ulcera a mammà.

Contrapposta a Pasqualina la Bignardi ha invitato una stilista, di nobile schiatta, il cui lunghissimo nome e vari cognomi, non ricordo assolutamente, accompagnata dalla figlia che non ha aperto bocca.

Presenti anche un giornalista e la mitica Tata Francesca.

Questi ultimi hanno dichiarato che Pasqualina non è propriamente un modello di giovane donna da imitare e Tata Francesca ha suggerito che, anche nel mondo dello spettacolo, ci sono donne di maggior levatura, da imitare.

Pasqualina si è molto adombrata, si è sentita insultata ed è partita al contrattacco, dichiarando di aver fatto quello che ha fatto e che continua a fare e di cui non si vergogna, ma anzi ne va fiera, per potersi pagare gli studi.

La mia domanda, che però nessuno le ha fatto in trasmissione, è:

"POSSIBILE CHE SCULETTARE NUDA IN TV, DICHIARANDO DI ESSERE UNA SCEMA, FOSSE L'UNICO MODO DI GUADAGNARE I SOLDI PER STUDIARE???"

I miei complimenti a tutte le ragazze che vorranno seguire il "fulgido esempio" di Pasqualina e povere tapine, quelle che faticosamente lavorano come baby-sitter, impiegate a tempo, insegnanti part-time per potersi pagare l'università e che probabilmente hanno meno tette di Pasqualina, ma sicuramente più cervello.